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Necessità di un uso più equo delle risorse del Pianeta

Nei 70 anni passati, la crescita è stato l’obiettivo economico primario delle nazioni europee. Ma sono cresciuti anche gli impatti negativi sull’ambiente.

(26/09/18) 

38 tra accademici e politici chiedono all´Unione Europea e ai suoi stati membri di pianificare un futuro post-crescita in cui il benessere umano ed ecologico sia prioritario rispetto al PIL

La scorsa settimana, scienziati e politici si sono riuniti a Bruxelles per una conferenza storica la Post-Growth conference.

L´obiettivo di questo evento, organizzato da membri del Parlamento europeo, insieme ai sindacati e alle ONG, è stato quello di esplorare le possibilità di una "economia post-crescita" in Europa.

Negli ultimi sette decenni, la crescita del PIL si è rivelata l´obiettivo economico primario delle nazioni europee. Ma con la crescita delle nostre economie, è aumentato anche il nostro impatto negativo sull´ambiente.

Ora stiamo superando lo spazio operativo sicuro per l´umanità su questo pianeta, e non vi è alcun segno che l´attività economica possa essere disaccoppiata dall´uso delle risorse o dall´inquinamento soprattutto alla scala richiesta.

Oggi si richiederebbe invece una più equa distribuzione di reddito e della ricchezza che già abbiamo.

La crescita sta poi diventando sempre più difficile da raggiungere a causa del calo degli incrementi di produttività, della saturazione del mercato e del degrado ecologico.

La lettera dei 248 accademici pubblicata dal Guardian chiede di cambiare strada e farlo rapidamente e la prospettiva di una “nuova economia climatica”, che oltre a tutto può contribuire anche alla crescita economica, è stata sottolineata da un recente documento elaborato dalla Commissione globale sull’economia e il clima.

Dal 2008, le periodiche conferenze su una differente crescita hanno riunito migliaia di partecipanti. Una nuova iniziativa globale, la Wellbeing Economies Alliance (o WE-All), sta cercando di fare rete tra questi movimenti e contestualmente una rete  di ricerca europea ha sviluppato nuovi "modelli ecologici macroeconomici". Tale lavoro suggerisce che sia possibile migliorare la qualità della vita, ripristinare il mondo vivente e ridurre le disuguaglianze senza la necessità di crescita economica, a patto che si adottino politiche per superare la nostra attuale dipendenza dalla crescita.

Alcuni dei cambiamenti proposti includono limiti all´uso delle risorse e tassazione progressiva per arginare l´ondata di crescente disuguaglianza. L´utilizzo delle risorse potrebbe essere frenato introducendo una tassa sul carbonio e le entrate potrebbero essere restituite come dividendo per tutti o utilizzate per finanziare i programmi sociali.

La conferenza che si è svolta a Bruxelles è un inizio promettente, ma sono necessari impegni molto più forti.

A termine di questa conferenza il gruppo di esperti ha chiesto all´Unione Europea, alle sue istituzioni e agli Stati membri di:

1. Costituire una commissione speciale sui futuri post-crescita nel parlamento dell´UE. Questa commissione dovrebbe discutere attivamente il futuro della crescita, ideare alternative politiche per i futuri successivi alla crescita e riconsiderare il perseguimento della crescita come obiettivo politico generale.

2. Incorporare indicatori alternativi nel quadro macroeconomico dell´UE e dei suoi Stati membri. Le politiche economiche dovrebbero essere valutate in termini del loro impatto sul benessere umano, l´uso delle risorse, la disuguaglianza e la fornitura di lavoro dignitoso. Questi indicatori dovrebbero avere una priorità più alta del PIL nel processo decisionale.

3. Trasformare il patto di stabilità e crescita (SGP) in un patto di stabilità e benessere. Il PSC è un insieme di regole volte a limitare i disavanzi pubblici e il debito pubblico. Dovrebbe essere rivisto per garantire che gli Stati membri soddisfino i bisogni fondamentali dei loro cittadini, riducendo al contempo l´uso delle risorse e le emissioni di rifiuti a un livello sostenibile.

4. Stabilire un ministero per la transizione economica in ogni stato membro. Una nuova economia che si concentra direttamente sull´uomo e sull´ecologia



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