Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae /

Come misurare lo sviluppo e l´economia circolare?

A livello europeo e nazionale la contabilità ambientale fornisce una misura dell´economia circolare

(20/07/18) 

La Commissione europea ha adottato un ambizioso pacchetto di misure sull’economia circolare per la transizione di imprese e consumatori verso sistemi economici più sostenibili. Il concetto di Economia Circolare sta conquistando sempre maggior attenzione, suggerendo approcci innovativi per affrontare la crescente scarsità di risorse e pressioni ambientali legate al modello economico lineare: non riguarda solo il riciclo dei rifiuti, come molti suppongono, uno spostamento verso un´economia circolare avrà ripercussioni su molti settori economici, a scale diverse. Questo concetto pone domande su come gli attori dello sviluppo possono effettivamente valutare la transizione e monitorare i progressi verso gli obiettivi a lungo termine.

Transizione all´economia circolare in Europa e oltre

Il piano d´azione per l´economia circolare della Commissione Europea definisce l´economia circolare come "un´economia in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse viene mantenuto il più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo".

Le azioni delineate nel piano stimoleranno la transizione dell´UE verso un´economia circolare, che è una priorità della Commissione per sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro. I concetti dell´economia circolare ricevono sempre più apprezzamenti da parte di imprese ed in generale dalla società civile, per le opportunità economiche, ambientali, sociali determinate dalla riduzione del consumo di risorse materiali ed energetiche.

Per l´Europa una stima suggerisce che le iniziative dell´economia circolare potrebbero portare, entro il 2030, a benefici economici di 1,8 trilioni di euro ed una riduzione delle emissioni di carbonio di 450 milioni di tonnellate. Esistono numerose altre valutazioni esterne all´Europa che dimostrano la rilevanza politica globale di questa transizione.

Esistono molte serie di indicatori rilevanti per l´economia circolare, ma non esplicitamente etichettate come tali, come il lavoro intergovernativo dell´OCSE, dell´UNSD, dell´UNEP e dell´UNDP.

Per una revisione dettagliata degli indicatori di economia circolare consultare il rapporto del 2016: "report by the European Academies´" Science Advisory Council (EASAC).

Misurazioni su scala macro

A livello europeo e nazionale, le metriche sull´economia circolare sono solitamente compilate dagli uffici statistici e utilizzano i dati provenienti da conti di flusso di materiali (Material Flow Accounts) a livello di economia, dati macroeconomici e dati sui rifiuti (compresi i flussi di rifiuti e le percentuali di riciclaggio). Tali strumenti aiutano a fornire una panoramica dell´intensità materiale di una determinata economia o settore, tenendo conto del consumo interno di risorse naturali, dell´esportazione e importazione di beni.

Questi metodi di contabilità ambientale europea sono in uso già da prima dell´adozione del concetto di economia circolare. Il quadro di monitoraggio dell´UE per un´economia circolare, ad esempio, si basa sul pre-esistente quadro di valutazione delle materie prime e sul quadro di valutazione dell´efficienza delle risorse.

Si basano sui conti di flusso di materiali a livello di economia economy-wide material flow accounts (EW-MFA): strumenti di contabilità economica ambientale delle Nazioni Unite (UNSD), tra cui la NAMEA, che tiene conto dell´uso dei materiali e delle variazioni economiche a livello nazionale, per l´UE e i suoi Stati membri.

 

La Figura presenta una schema dei flussi di materia nell´economia dell´UE-28 (su dati di Eurostat ed altre stime).

La quota di materiali che rientrano nel ciclo fornisce una visione della circolarità nell´economia dell´UE. Ulteriori indicatori per l´economia circolare nell´Unione europea sono disponibili sul sito web di Eurostat (Eurostat website).

Alcuni paesi hanno sviluppato approcci specifici per monitorare i progressi verso l´economia circolare a livello nazionale. Tutte queste iniziative si basano su conti di flusso di materiali e dati sulla gestione dei rifiuti.

In diversi strumenti di monitoraggio, i dati relativi alle risorse e ai rifiuti sono integrati con dati macroeconomici più ampi: in questo caso si parla di contabilità ambientale integrata (SEEA). Ad esempio, il sistema giapponese include la dimensione dei mercati degli affitti; il sistema francese include dati sull´occupazione nell´economia circolare; sia i sistemi cinese che quelli dell´UE includono il valore aggiunto delle industrie di riciclaggio; il sistema UE include anche dati sui brevetti e Green Public Procurement. 

L´analisi a livello nazionale e settoriale, utilizzando i conti nazionali sui flussi di materiali, non fornisce un livello di dettaglio adeguato per le imprese e i loro prodotti. Sono state pertanto sviluppate metriche mirate al business o al prodotto, in vista del monitoraggio dei flussi di materiale attraverso l´analisi della supply chain (sulla base di strumenti come la valutazione del ciclo di vista: LCA. Queste metriche aziendali considerano in generale anche gli elementi chiave alla base dell´economia circolare, come la progettazione del prodotto, i modelli di business collaborativi, la logistica inversa e le condizioni generali del sistema, che possono essere valutate in termini quantitativi o qualitativi.

Ad esempio, gli indicatori di circolarità, sviluppati dalla Ellen MacArthur Foundation e Granta Design, si concentrano sui flussi di materiale in un´azienda o un prodotto utilizzando il concetto di "Indicatore della circonferenza dei materiali". L´indicatore si basa sugli input di produzione, sull´utilità di fase di utilizzo, sulla destinazione dei rifiuti e sull´efficienza del riciclo e richiede una distinta base dettagliata dei materiali. Ulteriori indicatori complementari riguardano fattori quali la variazione dei prezzi materiali, l´uso di energia e le emissioni di carbonio. Questi strumenti possono essere utilizzati per offrire un vantaggio competitivo, sia attraverso il risparmio materiale o nel posizionamento di un prodotto sul mercato in termini di criteri di circolarità.  

Sviluppo sostenibile, oltre il PIL

Lo sviluppo di parametri di indicatori dell´economia circolare adeguati non è privo di sfide. Un problema è che mentre la transizione verso un´economia circolare è strettamente legata all´agenda climatica più ampia dell´Europa e ai Sustainable Developmnt Goals (obiettivi di sviluppo sostenibile), secondo l´Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un´enfasi maggiore sui materiali non rifletterebbe considerazioni ambientali sociali e generali.

Un altro problema riguarda il dimensionamento delle iniziative del settore privato, che potrebbero apparire circolari a livello aziendale, ma potrebbero non essere sostenibili se valutate da un punto di vista economico. Ad esempio, le efficienze ottenute nella produzione di una singola unità o prodotto potrebbero essere compensate da un aumento netto del consumo complessivo, come ben descritto dal Paradosso di Jevon. Inoltre, non è possibile tenere traccia delle opportunità percorribili per il cambiamento sistemico basandosi esclusivamente su indicatori solo fisici, o meglio basati sui flussi di materiali, in quanto fattori come la riorganizzazione della supply chain e l´imprenditoria sociale potrebbero svolgere ruoli critici.

Gli indicatori di economia circolare a livello nazionale possono fornire preziosi indicatori complementari al Pil, fornendo un´indicazione sull´uso sostenibile dei materiali da parte di un´economia e del suo impatto ambientale a livello nazionale. Un´analisi più approfondita delle misure politiche nazionali può fornire le migliori pratiche che contribuiscono all´economia circolare, allo sviluppo sostenibile e al benessere.

 


 









Versione stampabileVersione stampabile