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Carlo Cacciamani alla Protezione civile nazionale

Tiziana Paccagnella lo sostituisce alla direzione del Servizio IdroMeteoClima Arpae. Il saluto di Arpae in un articolo su Ecoscienza.

(22/09/17) 

Carlo Cacciamani, direttore del Servizio IdroMeteoClima (Simc) di Arpae Emilia-Romagna, ha lasciato l’Agenzia per assumere un importante incarico al Dipartimento nazionale di protezione civile. Tiziana Paccagnella, già nella squadra del Simc, assume la direzione del servizio. Il saluto di Arpae e gli auguri di buon lavoro a entrambi nell´articolo di Giuseppe Bortone e Giancarlo Naldi pubblicato sull´ultimo numero di Ecoscienza.


Dal primo settembre Carlo Cacciamani ha lasciato la direzione del Servizio Idro MeteoClima di Arpae (Simc) per assumere l’incarico di responsabile del Centro funzionale centrale per la gestione del rischio al Dipartimento nazionale
 di protezione civile. La direzione del Servizio passa a Tiziana Paccagnella, 
già responsabile dell’Area modellistica numerica meteo e del mare del Simc. 
Si tratta di una doppia bella notizia che premia in primo luogo la preparazione
e la professionalità dei due colleghi, ma anche la lungimiranza delle scelte fatte dalla costituzione di questo servizio. Entrambi si sono laureati a Bologna in Fisica, una facoltà che nel tempo ha “sfornato” cervelli preziosi per il sistema emiliano-romagnolo, per la meteorologia civile in Italia, dalla ricerca ai servizi operativi, e in particolare per il nostro servizio meteorologico.

Carlo Cacciamani, Tiziana Paccagnella, Sandro Nanni e tanti altri per la fisica dell’atmosfera, Franco Zinoni, Angelo Salsi, Vittorio Marletto, Lucio Botarelli per l’agrometeorologia, e poi gli informatici, fecero parte della squadra guidata da Francesco Nucciotti, con il supporto di altri ufficiali dell’Aeronautica militare, nella costituzione del Servizio meteorologico regionale per l’agricoltura e le altre attività.
Quei “ragazzi”, preparati ed entusiasti, diedero vita a un organismo che negli anni Ottanta era assolutamente assente nel panorama dei servizi tecnici in Italia. Stiamo parlando dei tempi in cui in Italia esistevano solo le previsioni meteo dell’Aeronautica militare, strettamente finalizzate all’assistenza al volo e a poco più, i tempi in cui il Servizio di protezione civile era sostanzialmente quello di Zamberletti, suo fondatore,
 e che, solo successivamente, Franco Barberi, seppe modernizzare e potenziare, proprio utilizzando le competenze e le professionalità del nostro Servizio meteo con una convenzione che sostanzialmente vive tutt’ora.
Modellistica numerica, radarmeteorologia e finalizzazione della meteorologia alle singole attività (agricoltura, trasporti, industria, ambiente) erano ancora terreni inesplorati o quasi, mentre a livello nazionale la carente rete delle stazioni e l’arretratezza della modellistica applicata consentivano solo previsioni a larghissima scala, poco utili per le applicazioni civili, comprese le azioni di prevenzione legate alle calamità.

Crediamo che questa lettura sia utile per mettere in valore il merito dei singoli come Carlo, Tiziana e tanti altri che si sono impegnati in questa bella avventura, ma forse può essere utile anche per capire quanto siano stati lungimiranti le scelte di allora, delle istituzioni e della politica che hanno scommesso moltissimo 
su innovazioni tanto spinte da essere considerate azzardate, almeno nel breve periodo. In tal senso l’intuizione, la scelta politica, l’investimento di risorse importanti e
 la capacità di reperire professionalità di altissimo profilo a cui delegare l’avvio di questa esperienza con un’autonomia allora sconosciuta altrove, costituisce un grande merito per la Regione Emilia- Romagna, per gli amministratori di allora e i dirigenti che portarono avanti questa scelta nonostante le bordate che arrivavano sul piano politico e anche sul piano tecnico da ambienti spesso esterni ma influenti.

Ezio Rosini, Giorgio Fea, Renato Barbieri, Gianfranco Simonini, Giorgio Lenzi e tanti altri furono scelti per affiancare Nucciotti, sia nella formazione dei “ragazzi” che nell’avvio operativo 
del Servizio. Fisica dell’atmosfera, agrometeorologia, informatica insieme alla capacità operativa degli ufficiali dell’Aeronautica militare, affinché il Servizio nascesse con un profilo alto sia sul piano scientifico che operativo.
Un Servizio che solo pochi anni dopo consentiva di avviare l’esperienza della lotta integrata in agricoltura fornendo i dati necessari a limitare l’uso della chimica nei campi e, successivamente, poté fornire in modo continuativo le previsioni meteo al Dipartimento nazionale di protezione civile su iniziativa di Franco Barberi che nel frattempo aveva rifondato il prezioso organismo. Alla squadra si unì Stefano Tibaldi di ritorno da Reading, che ne assunse la direzione con la scomparsa, prematura e improvvisa, di Francesco Nucciotti.


Ma i successi non finiscono qui, si pensi solo alla interazione fra meteorologia
e qualità dell’aria, allo sviluppo di un’azione sempre più stretta con l’attività di protezione civile, la stessa prevista collocazione a Bologna del Centro 
di calcolo del Centro europeo per la previsione a medio termine non può essere considerata estranea a questa esperienza.
 La presenza di Carlo al Dipartimento nazionale con quella responsabilità aiuta sicuramente lo sviluppo di un sistema integrato fra meteo-climatologia e protezione civile a livello nazionale.

A Tiziana e Carlo auguri di cuore di buon lavoro e di nuovi successi.

Giuseppe Bortone, Giancarlo Naldi
Arpae Emilia-Romagna

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/dr

 





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