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Nel DEF l´ambiente diventa centrale per le riforme

Gli indicatori del "Benessere equo e sostenibile" introdotti nel Documento di economia e finanza

(20/04/17) 

Il ministro Galletti afferma: “Con il Bes l’ambiente diventa centrale per le riforme: l’Italia, per prima in Europa e tra Paesi G7, si  dota di questo strumento che aiuta monitorare il processo di disaccoppiamento Pil/CO2” 

"L´introduzione degli indicatori del Bes (benessere equo e sostenibile) nel Documento di Economia e Finanza è un elemento di grande novità per il nostro Paese, che rafforza il legame tra qualità ambientale e sviluppo economico afferma il ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti, che precisa “in particolare, l´inserimento dell´indicatore ‘emissioni di CO2 e altri gas climalteranti’ indirizzerà ancora di più la programmazione delle riforme verso quel disaccoppiamento tra crescita del Pil e produzione di CO2 che è già una tendenza riscontrata nell´economia globale”.

Il fatto che l´Italia per prima in Europa e tra gli Stati del G7 si doti di questo strumento “dimostra ancora una volta che sugli impegni internazionali, a partire da quelli della Cop21 di Parigi, non siamo disposti a passi indietro".

Lo sviluppo ha certamente bisogno di una componente materiale e quindi la produzione di beni e servizi, ma se lo riduciamo solo a questo arriviamo a forme di riduzione dell’umano.

E’ in atto un importante ripensamento del PIL come unico indicatore della crescita e dello sviluppo di un Paese. 

Cosa è il BES, il  “Benessere Equo Sostenibile”? Il BES risponde a una domanda molto semplice e lineare: se l’obiettivo indiscusso dell’economia e della politica è il benessere cioè la qualità della vita dei cittadini, perché si continua in modo apparentemente inviolabile, a considerare come misura unica di questo obiettivo, l´"indiscusso" PIL, cioè l’aumento del prodotto interno lordo di una nazione?

La ragione che da tanti anni giustifica la scelta del PIL si basa su un assunto scientificamente non corretto della natura umana, tradizionalmente considerata come egocentrica e razionale: se l’uomo è razionale ed egoista il suo benessere deriverà dalla massima produzione possibile.

L’obiettivo della politica economica sarà quindi quello di far crescere la ricchezza lasciando che sia poi il cittadino razionale a farne l’uso a lui più conveniente. Oggi si può e si deve chiaramente sostenere che questo assunto, così penetrante nella cultura occidentale, è scientificamente sbagliato.

Lo sviluppo ha certamente bisogno di una componente materiale e quindi la produzione di beni e servizi, ma se lo riduciamo solo a questo arriviamo a forme di riduzione dell’umano.

In questi ultimi 30 anni la maggior parte degli economisti sta cercando proprio di capire come rimediare a questa grave lacuna: una novità assoluta, in tal senso, è l’introduzione in Italia dell’indice Bes: “Accanto al Pil, dunque, ci saranno degli indicatori per capire come il sistema Italia procede verso un modello di sviluppo che guarda anche all’equità e alla sostenibilità ambientale e sociale”.

Il progetto per misurare il Benessere Equo e Sostenibile – nato da un’iniziativa del Cnel e dell’Istat – si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.

Il sito http://www.misuredelbenessere.it/ offre strumenti d’informazione sul progetto e consente a cittadini, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, imprese di contribuire definire “che cosa conta davvero per l’Italia”. 







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