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Energia, green economy e Agenzie ambientali

L´editoriale di Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae, sul nuovo numero di Ecoscienza dedicato all´energia del futuro e alla "transizione energetica".

(08/11/16) 

Il cambiamento climatico in atto impone sfide globali dalle quali non si può prescindere anche nel governo e nell’azione locale. Allo stesso tempo la cosiddetta economia verde e circolare pare rappresentare una delle poche componenti in grado di rilanciare un sistema economico che va profondamente rivisto per imboccare finalmente nuovi modelli di crescita, rispettosi delle risorse naturali ed energetiche, verso la sostenibilità e
la resilienza, attraverso strategie di carattere multidisciplinare e integrato.

Credere che le sfide del rinnovamento e della sostenibilità possano essere prese in carico da un solo settore, o che possano essere vinte con la sola cultura del limite allo sviluppo o addirittura con la decrescita, è poco lungimirante. Da un lato c’è bisogno di un salto culturale impegnativo e di lungo termine, che forse solo le nuove generazioni, se sapremo impostare percorsi formativi e culturali adeguati, potranno garantire; dall’altro servono azioni concrete che restituiscano l’idea di un percorso sicuramente complesso, ma realizzabile e possibile.
L’integrazione è d’obbligo sul piano delle politiche, ma anche dal punto di vista amministrativo, per assicurare un approccio intersettoriale e multidisciplinare; solo in questo modo si può affrontare il tema del cambiamento.

I temi relativi alla tutela ambientale e alle questioni energetiche più di altri soffrono di una forte frammentazione e difficoltà di confronto e di sintesi. Anche di recente molte delle proposte, degli interventi e degli scenari strategici che il paese ha saputo delineare hanno sofferto la mancanza di una capacità del sistema di integrare e rendere sinergici gli aspetti economici, con quelli ambientali e sociali.
L’evoluzione della domanda di energia e dei sistemi energetici richiede una scelta strategica di lungo termine a sostegno delle fonti rinnovabili attraverso politiche economiche a tutto tondo mentre la consapevolezza che le fonti fossili conserveranno per molto tempo una considerevole importanza rende necessario il sostegno alla ricerca tecnologica finalizzata alla sostenibilità e assicurare una capacità di monitoraggio e controllo efficace e diffusa su tutto il territorio nazionale.

In Emilia-Romagna, l’azione concreta che si è voluto avviare con la legge di riordino istituzionale è l’istituzione di un unico soggetto, Arpae, che possa rappresentare il “luogo comune” per l’esercizio delle funzioni in materia ambientale e dell’energia, e che allo stesso tempo possa garantire la copertura dell’intera filiera, che va dalla conoscenza, al controllo e alla vigilanza, fino all’amministrazione attiva, con il rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni. Questo è un elemento saliente della sfida in atto, la realizzazione di un unico soggetto a cui è posto l’obiettivo ambizioso di tradurre i piani e i programmi strategici regionali e degli enti locali in atti autorizzativi e il compito di controllo e verifica, in grado di valorizzare le sinergie tra tutela dell’ambiente, produzione di energia e modelli di consumo sostenibili.

Tanti sono gli esempi e le potenzialità raggiungibili. Si pensi alla corretta declinazione degli impatti globali e locali, che solo una visione integrata e multidisciplinare può cogliere: la qualità dell’aria insieme e coerente con gli obiettivi energetici e climatici del 20-20-20 e delle nuove strategie per l’attuazione della Cop21, la produzione di kWh idroelettrici con il rispetto degli obiettivi di qualità dei corsi d’acqua, la produzione di energia geotermica con la tutela delle acque sotterranee, solo per citare alcuni esempi.
Ma ancora, si pensi alle enormi potenzialità del poter assumere basi, principi e metodi condivisi, per la gestione integrata e la prevenzione dell’inquinamento rappresentati dalle Aia e dai piani di monitoraggio con le autorizzazioni uniche nel campo energetico, o ancora come strumento di conoscenza e di gestione meglio sintonizzate con la ottimizzazione dei consumi interni ed esterni alle aziende.

Monitoraggio capillare, condivisione della conoscenza e comunicazione sistematica dei dati, qualità degli strumenti scientifici, specializzazione
e formazione del personale sono elementi indispensabili per acquisire autorevolezza e terzietà, per sostenere il necessario continuo confronto con i cittadini, con i comitati, con le aziende. Arpae quindi è chiamata a svolgere tutte le funzioni autorizzative svolte in precedenza dalle Province:
- costruzione di elettrodotti
- installazione e esercizio impianti di produzione di energia
- costruzione ed esercizio di metanodotti di interesse non nazionale
- permessi di ricerca geotermici e concessioni geotermiche
- autorizzazioni relative a oli minerali e Gpl
- costruzione ed esercizio degli impianti di produzione di biometano e di bioraffinazione.

Tutto ciò oltre la costituzione e gestione dell’Osservatorio regionale dell’energia per la raccolta di informazioni, lo sviluppo di scenari evolutivi, la valutazione dei servizi di pubblica utilità, lo studio del quadro legislativo e regolamentare, attraverso forme di coordinamento e d’integrazione con altri enti e organismi di monitoraggio, per supportare la programmazione energetica territoriale.Infine, la stessa legge di riordino prevede davvero un ruolo assolutamente nuovo per l’Agenzia, in quanto le attribuisce la funzione anche di soggetto appaltante.

Mi rendo conto che le scelte adottate dalla Regione Emilia-Romagna hanno delineato un’agenzia diversa dal passato e diversa dalle altre agenzie regionali, che pure si apprestano a convogliare nel sistema nazionale a rete. Ovviamente non esiste un unico modello possibile, ma i temi relativi alle potenzialità delle agenzie ambientali, in ordine alle esigenze di supporto alla pianificazione e di monitoraggio e controllo, pongono l’esigenza di una riflessione profonda.

Giuseppe Bortone, direttore generale Arpae Emilia-Romagna


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