Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae /

Rapporto ASviS: misure per la sostenibilità dello sviluppo

La prima analisi della situazione italiana rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sottoscritti all’Onu.

(12/10/16) 

Presentata alla Camera la prima analisi della situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sottoscritti all’Onu. La relazione di Giovannini e il dibattito con Gozi, Frey, Quadrio Curzio, Spadoni, Quartapelle e Stefanini. Si può prendere visione del Rapporto presentato  L´Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Per l’Italia si tratta di ridurre le emissioni di gas serra dai 430 a 260 milioni di tonnellate di CO2: un impegno non indifferente che, secondo Enrico Giovannini, portavoce dell´ASviS, rende necessaria l’adozione di misure strategiche forti, che passano da una revisione della politica fiscale all’incentivazione in chiave ecologica: per esempio, una variazione della destinazione dei sussidi statali attualmente diretti ad attività dannose per l’ambiente (un primo censimento è previsto nel cosiddetto collegato ambientale alla legge di stabilità) a favore di attività che siano in linea con il processo di de-carbonizzazione.

Intanto con le intese di Parigi la comunità internazionale si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra per arrivare, nella seconda parte del secolo ad una temperatura globale di 1.5 °.

Il Parlamento europeo ha approvato il 4 ottobre la ratifica degli accordi di Parigi. Grazie a questo passo fondamentale, i sette Paesi membri che hanno già ratificato l’accordo a livello nazionale (Austria, Francia, Germania, Malta, Portogallo, Slovacchia e Ungheria) hanno potuto depositare gli strumenti di ratifica presso l’Onu.

È un passo dalla portata storica se si considerano i ridotti tempi di entrata in vigore: solo otto mesi dalla sottoscrizione ufficiale dell’accordo, avvenuta lo scorso 22 aprile, rispetto agli otto anni che hanno separato la firma dell’accordo di Kyoto, avvenuta nel 1997, e la sua entrata in vigore, che invece è scattata solo nel 2005 con la ratifica da parte della Russia.

 



Versione stampabileVersione stampabile