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Cambiamento climatico, adattamento e mitigazione: in linea Ecoscienza 2/2012

Gli altri argomenti in questo numero: Focus group regionale su green economy e governance in vista del summit Onu Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, pollinosi e monitoraggio aerobiologico, naufragio Concordia e controllo ambientale dell´ecosistema Giglio.

(14/06/12) 

Il cambiamento climatico è una realtà. Costi e opportunità delle azioni di mitigazione e adattamento

Non sono certo gli eventi estremi, che con grande frequenza affliggono territori diversi, a documentare il cambiamento, ma il lavoro di centinaia di scienziati che si occupano di monitorare parametri, di metterli in relazione e di descrivere scenari futuri, anche con l’aiuto della modellistica più avanzata.
Il cambiamento climatico c’è, comincia a pesare e colpirà ancora di più, soprattutto le popolazioni e le economie che si trovano in aree che potremmo definire “di frontiera”, là dove l’innalzamento di uno o due gradi di temperatura può fare la differenza allargando le zone desertiche. Le ripercussioni sono ben più estese sulle economie del pianeta, per questo la mitigazione e l’adattamento sono direzioni obbligate.
Purtroppo sul piano globale si fa ben poco e, da Kyoto in poi, il percorso dei meeting internazionali porta a compromessi che producono poco più di nulla, sul piano delle azioni concrete. L’Unione europea si è attivata per definire le azioni e l’Italia non ha ancora definito una propria strategia di adattamento.
Cresce invece la consapevolezza nella società, e anche nel mondo dell’impresa, che le azioni di mitigazione e adattamento non vadano contrapposte alla crisi ma che, al contrario, possano costituire uno dei modi virtuosi per uscirne, perché anche il “non fare” ha costi notevoli, mentre gli investimenti legati al “fare” potrebbero produrre crescita e occupazione.

Focus group Green economy e governance. Dall’Emilia-Romagna a Rio e ritorno, idee a confronto
Il Summit Onu Rio+20, previsto per la seconda metà di giugno 2012, è il principale appuntamento internazionale di bilancio e rilancio delle strategie di sostenibilità su scala globale, e indirettamente locale, a distanza di vent’anni dal primo Summit Onu di Rio de Janeiro del 1992. L’evento vedrà coinvolti governi nazionali, mondo delle imprese e Ong per discutere e definire una nuova “agenda” globale verso politiche pubbliche e iniziative private più sostenibili.
Venti anni fa l’approvazione del documento Agenda 21 ha rappresentato una pietra miliare della cultura, delle politiche e delle azioni per uno sviluppo sostenibile. Una strategia tutt’ora attuale che ha registrato anche insufficienti coerenza e determinazione a vari livelli. La sostenibilità è possibile e necessaria, ma ancora in buona parte da attuare. Interrogarsi ai diversi livelli di responsabilità e come sistemi territoriali, all’interno dei quali operano una pluralità di soggetti pubblici e privati, è un esercizio utile e necessario per migliorare.
Il Servizio Comunicazione ed educazione alla sostenibilità della Regione e la rivista Ecoscienza, hanno promosso e realizzato un focus group di approfondimento, confronto e valutazione rispetto alle implicazioni regionali dei principali temi dibattuti nel prossimo Summit Onu Rio+20 di fine giugno:
- green economy nel contesto dello sviluppo sostenibile e lo sradicamento della povertà
- governance, un contesto istituzionale adeguato di supporto allo sviluppo sostenibile
Il focus group, tenutosi il 15 maggio scorso, ha inteso mettere a confronto diverse valutazioni e proposte elaborate da un gruppo di stakeholder della società regionale, rappresentativo dei mondi della pubblica amministrazione, dell’alta formazione e ricerca, delle imprese, dell’associazionismo, al fine di raccogliere contributi per migliorare le politiche pubbliche per la sostenibilità.

Pollini e agrobiologia. La rete nazionale di monitoraggio POLLnet al servizio dei cittadini
Tutte le patologie allergiche sono in aumento e le pollinosi sono un fenomeno che interessa oggi circa cinque milioni di italiani. Anche in assenza di una norma specifica, le Agenzie ambientali (Arpa/Appa) da anni effettuano il monitoraggio dei pollini dispersi nell’aria e mettono a disposizione degli allergologi e dei pazienti allergici i dati rilevati attraverso bollettini specifici e i siti internet istituzionali. Ispra e le Agenzie ambientali hanno dato vita a POLLnet, la rete nazionale di monitoraggio aerobiologico costituita da 57 stazioni di rilevamento distribuite sul territorio nazionale.
L’attività necessaria per il mantenimento e lo sviluppo della rete POLLnet, è molto diversificata e investe numerose professionalità. Accanto alla produzione dei dati di monitoraggio, sono necessari il continuo aggiornamento del sito web, l’implementazione e l’adattamento alle varie realtà locali del modello previsionale, la verifica costante della qualità dei dati prodotti, la formazione e l’aggiornamento degli operatori e di un’adeguata attività di comunicazione sia per raggiungere un’utenza sempre più vasta, sia per adeguare l’offerta del servizio alle esigenze rilevate.
Su questi temi sono attivi gruppi di lavoro nazionali cui Arpa Emilia-Romagna partecipa attivamente in virtù di una consolidata esperienza nel monitoraggio e nella previsione dei polllini.
Recenti studi suggeriscono inoltre la presenza di un forte legame tra il cambiamento climatico, l’inquinamento atmosferico e l’incremento delle allergie. Anche in Emilia-Romagna si stanno conducendo indagini per approfondire questi aspetti e offrire un servizio sempre più ricco di informazioni utili in campo diagnostico, clinico e nella prevenzione delle patologie allergiche.

Il naufragio della Costa Concordia e il monitoraggio ambientale
Come una balena arenata, possente nelle dimensioni e nella forza, la Costa Concordia mostra ancora oggi tutta la sua vulnerabilità. La forte inclinazione della nave, finita contro gli scogli dell’isola del Giglio con oltre 4000 persone a bordo lo scorso gennaio, ha reso le operazioni di soccorso e di tutela ambientale particolarmente complesse. Conclusa la rimozione del carburante e di altri materiali, si stima in circa 12 mesi il tempo necessario alla rimozione dello scafo. Protezione civile, Ispra e Arpa Toscana sono tra i soggetti in prima linea per il coordinamento e la realizzazione delle attività di monitoraggio ambientale. Al momento nessuna criticità per l’ecosistema Giglio.

Gli altri argomenti: la produzione e la gestione dei rifiuti speciali in Italia illustrate nel recente rapporto di Ispra, tossicità e regolamentazione nell’uso del bisfenolo A, shampoo e cosmetici "green".

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