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Energia, nuove regole sulle grandi derivazioni idroelettriche

La Giunta regionale approva un progetto di legge. Ora iter in Assemblea legislativa.

(04/11/20) 

Energia pulita con l’obiettivo di arrivare al 100% da fonti rinnovabili entro il 2035. Un programma annuale, già a partire dal 2021, di controlli periodici sullo stato di efficienza, conservazione e funzionamento delle dighe. Un piano straordinario di ammodernamento degli impianti, per renderli più sostenibili, a partire dalle prossime concessioni che saranno rilasciate, per produrre più energia verde a parità di risorsa idrica utilizzata e realizzare interventi di conservazione dei bacini dei corsi d’acqua di pertinenza, a tutela dell’ecosistema e della biodiversità.

L’Emilia-Romagna vara nuove norme sulle grandi derivazioni. In tutta la regione ce ne sono nove, gestite dal Gruppo Enel. Il progetto di legge è stato approvato dalla Giunta e ora si avvia l’iter della discussione in Commissione e Assemblea legislativa.

Tra le novità, è prevista la modifica del canone annuale dovuto dai concessionari, attualmente fissato in circa 14 euro a kilowatt. In linea con quanto disposto anche da altre Regioni, sarà sostituito da un canone a composizione mista con una quota fissa di 40 euro per ogni kilowatt di potenza nominale media annua e una quota variabile, calcolata sulla percentuale dei ricavi ottenuti dal concessionario. Il minimo imposto dalla legge nazionale è di 30 euro.

Le novità del progetto di legge

Il decreto legislativo 79/1999 assegna alle Regioni compito di disciplinare, entro il 2020, le modalità di attribuzione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico, ossia gli impianti con potenza nominale media di concessione superiore o uguale a 3.000 kilowatt.

Il progetto di legge approvato dalla Giunta regionale risponde alle previsioni statali, indicando che al termine delle attuali concessioni - il 1^ aprile 2029 - le nuove assegnazioni avverranno sulla base di una gara pubblica. Avranno scadenza compresa tra venti e quarant’anni, con la possibilità di incrementare il termine al massimo di dieci anni in relazione alla complessità della proposta gestionale presentata e all´importo dell´investimento.

Al termine delle attuali concessioni, nel 2029, tutte le "opere bagnate" delle dighe passeranno in proprietà alla Regione e dovranno essere consegnate da Enel in stato di regolare funzionamento. Si tratta delle infrastrutture di raccolta, regolazione e derivazione dell’acqua, i canali di adduzione, le condotte forzate e i canali di scarico.

Già a partire dal 2021, invece, cambia la modalità di calcolo del canone dovuto alla Regione. Al posto dell’importo fisso annuo di circa 14 euro a kilowatt arriva un canone a doppia composizione, con una quota fissa di 40 euro per ogni kilowatt di potenza nominale media annua di concessione (rispetto ai 30 euro minimi previsti dalla norma statale) e una variabile, calcolata come percentuale dei ricavi normalizzati sulla base del rapporto tra la produzione dell´impianto, al netto dell´energia fornita gratuitamente alla Regione, e il prezzo zonale dell´energia elettrica.

Si prevede inoltre l’obbligo di fornire annualmente e gratuitamente alla Regione una quantità di energia di 220 kilowattora per ogni kilowatt di potenza nominale media di concessione. È ammessa la monetizzazione del valore dell’energia.

Le grandi derivazioni in Emilia-Romagna

Due sono le grandi derivazioni nel piacentino: lo sbarramento sul Po ad Isola Serafini, in comune di Monticelli d´Ongina e l´impianto di Salsominore sul torrente Aveto, a Ferriere.

Altre due si trovano nel parmense: una afferisce al bacino dell´Enza e comprende le centrali di Rigoso, Selvanizza, Palanzano e Rimagna; la seconda riguarda il bacino del Parma e comprende gli impianti di Bosco di Corniglio e Marra di Corniglio.

Una grande derivazione si trova a Ligonchio, nel reggiano, e comprende il sistema idroelettrico afferente alle tre centrali di Ligonchio Ozola, Ligonchio Rossendola, Predare.

Due le derivazioni nel modenese: una nei territori di Frassinoro e Montefiorino, con le centrali di Farneta e Muschioso; l’altra a Riolunato, sul torrente Scoltenna.

In provincia di Bologna i 5 impianti afferiscono ad un’unica grande derivazione che ricomprende Pavana, Suviana, Bargi, Santa Maria e Le Piane.

Nel forlivese-cesenate c´è la centrale di Isola, sul Bidente, nel comune di Santa Sofia.

(Fonte: Regione Emilia-Romagna)



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