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Le riflessioni del presidente di Ispra e del Sistema nazionale di protezione dell´ambiente (Snpa) in Ecoscienza 2/2019.

(09/05/19) 

Soddisfazione, impegno e futuro sono le parole chiave che riassumono gli esiti della prima Conferenza del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa). L’orgoglio per i risultati raggiunti va di pari passo con la consapevolezza di quanto occorre ancora fare. In anteprima l´articolo di Stefano Ecoscienza 2/2019

Mi piace spesso usare tre aggettivi per descrivere il Sistema – forte, autorevole e credibile – e oggi nel pensare alle giornate della Conferenza nazionale Snpa, che si è svolta il 27 e 28 febbraio scorsi, mi vengono in mente tre espressioni per descriverla: soddisfazione, impegno e futuro.
Soddisfazione per quanto siamo riusciti a realizzare in questa prima Conferenza dopo l’approvazione della legge 132/2016.

Innanzitutto per la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ringrazio in modo particolare per aver voluto onorare la giornata inaugurale dei lavori: la partecipazione della più alta carica dello Stato ha rappresentato per noi un motivo di orgoglio e di legittimazione istituzionale per quanto il legislatore ha affidato al Sistema. Ci spinge a rafforzare la nostra identità, ci stimola a un impegno costante, ripaga degli sforzi compiuti ogni giorno in condizioni operative non sempre semplici. La presenza della più alta carica dello Stato non è stata casuale: dall’inizio del mio mandato alla guida di Snpa ho cercato di far conoscere il Sistema alle istituzioni del paese: ad esempio lo scorso ottobre incontrando la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, con l’idea di “alzare l’asticella” del nostro ruolo come Ispra e Agenzie.
In questa prima Conferenza Snpa l’abbiamo innalzata al massimo livello e colgo l’occasione per ringraziare tutti i colleghi che hanno lavorato all’organizzazione di questo evento, che ha visto la presenza di oltre 500 persone a Roma e oltre un migliaio collegate in streaming.

La seconda espressione che vorrei approfondire è impegno. Presentando il Sistema davanti alla massima carica dello Stato, ai rappresentanti di Senato e Camera, di ministri e sottosegretari, ambasciatori, autorità civili e militari con le quali Snpa si interfaccia quotidianamente, ci siamo impegnati a proseguire e sviluppare il nostro impegno quotidiano a tutela dell’ambiente. Partendo da quei tre aspetti messi in rilievo dal ministro Sergio Costa nel suo discorso di apertura della Conferenza, che ben caratterizzano l’operato del Sistema. Parlo del rigore scientifico con cui monitoriamo l’ambiente e dei dati validati da noi raccolti; dei controlli e ispezioni condotti in un’ottica di “prossimità ambientale”; dell’autonomia e terzietà con cui svolgiamo il nostro mandato, senza mai piegarsi alla dimensione territoriale.

Su questi tre elementi vorrei aggiungere alcune riflessioni. Quanto al monitoraggio e alla diffusione dei dati ambientali, vorrei dire come, pur essendo orgogliosi della scrupolosa validazione scientifica, questo, tuttavia, debba tener conto di tempi coerenti con la realtà in cui viviamo. Le informazioni in tempo reale a cui siamo ormai abituati, richiedono a tutto il Sistema uno sforzo comune nel cercare di fornire dati il più aggiornati possibile. Risulta faticoso presentare report contenenti dati riferiti a molti mesi prima, anche se la tempistica è legata ai processi di validazione. Non è facile far passare questo messaggio. L’impegno è quello, quindi, di lavorare tutti in quest’ottica e di essere anche più reattivi all’interno del Sistema nello scambio delle informazioni. Ci è richiesto anche uno sforzo nell’aspetto comunicativo: mentre elaboriamo le informazioni, immaginare i modi con cui comunicarle. Abbiamo dato una grossa spinta alla comunicazione con tutti i colleghi del Consiglio. Al di là della percentuale di persone dedicate a questo settore, tutti dobbiamo orientarci verso una dimensione più comunicativa del nostro lavoro.

Pensando all’aspetto dei controlli ambientali, vorrei chiarire subito che non intendiamo venire meno come Sistema alle nostre funzioni ispettive. Si tratta di guardare avanti, superando vecchie contrapposizioni che vedevano il controllo in chiave repressiva. Abbiamo l’esigenza di dialogare con le realtà imprenditoriali del paese, delle quali constatiamo la capacità e l’intenzione di sviluppare processi produttivi ed economici nuovi e sostenibili. Inoltre, rispetto a tutte quelle situazioni in cui le ispezioni si incrociano con il lavoro delle procure, credo di poter dire che come Snpa abbiamo instaurato un rapporto corretto: la magistratura oggi sa che il Sistema è un organo che si muove attraverso le articolazione territoriali e, aldilà di specifiche situazioni, opera come un unicum. Ogni Agenzia è espressione del lavoro del Sistema. Stiamo lavorando per siglare un protocollo d’intesa con la magistratura, per rinforzare la collaborazione tra organi dello Stato e, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, i presidi a tutela dell’ambiente. Ovviamente tutto ciò ha bisogno di un requisito fondamentale: l’esercizio delle proprie funzioni in autonomia e terzietà.

In ultimo, la prospettiva futura. Nella sessione inaugurale ho parlato di un obiettivo fondamentale al quale stiamo lavorando come Sistema: la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta). Ne abbiamo approvati sette (tra gli altri, monitoraggio della qualità dell’aria, dei fiumi e laghi, delle acque sotterranee, ispezioni sugli impianti produttivi), ma il lavoro è lungo e complesso. Abbiamo registrato una disponibilità da parte dell’interlocuzione politica a portare avanti il discorso del finanziamento.

Come muoverci nel futuro, in che modo operare? Mi vado convincendo sempre più quanto l’obiettivo principale sia rafforzare il Sistema dal punto di vista tecnico-scientifico, lasciando da parte le dimensioni più politiche del nostro ruolo. Per far questo c’è bisogno della chiara consapevolezza da parte di ciascuno che anche le più piccole analisi sono importanti, che anche le realtà meno visibili hanno un ruolo strategico. Le mie visite a tutte le Agenzie regionali cercano di sottolineare proprio questo aspetto.

Se oggi siamo in grado di presentare al paese un Sistema così complesso e ramificato è anche grazie a quanto è stato costruito negli anni da chi ci ha preceduto. Nel corso della Conferenza ho rivolto il mio ringraziamento a tutti i presidenti e ai direttori generali che hanno guidato nel tempo le diverse realtà e mi piacerebbe si potesse organizzare una riflessione più generale sul passato e sul futuro in ambito AssoArpa.

Concludo facendo mie le parole usate dal ministro per descrivere il modo in cui lavoriamo: passione e generosità. Elementi che Sergio Costa ha potuto osservare in prima persona nella martoriata Terra dei fuochi in Campania, caratteristica che personalmente osservo ogni giorno nei tanti colleghi del Sistema. Salvaguardare la nostra “casa comune”, come è stata definita da papa Francesco, è il vero grande obiettivo che ci poniamo come Sistema per gli anni a venire.

Stefano Laporta
Presidente di Ispra e di Snpa

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/dr



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