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La qualità dell’aria cambia dal fronte al retro di un edificio?

I risultati in uno studio effettuato nell´ambito del progetto Supersito.

(16/11/18) 

Come cambia la qualità dell’aria fra l’ambiente interno ed esterno (cioè fra “indoor” e “outdoor”) di  un appartamento che affaccia su una via ad alto traffico stradale? E in aggiunta, l’inquinamento atmosferico è significativamente diverso fra il fronte dell’edificio,  che affaccia sulla strada, e il retro dello stesso?

Sono queste due delle domande che ci si è posti per sviluppare una  particolare linea di ricerca del Progetto Supersito. A seguito di opportuni studi e valutazioni operative, Arpae ha allestito e condotto due specifiche campagne di monitoraggio nell’estate e nell’inverno del 2013.

Come sito operativo per realizzare lo studio è stato scelto l’edificio localizzato in viale Silvani 4/C, Bologna, di proprietà della Regione Emilia-Romagna: questo immobile sul fronte affaccia su un tratto dei viali della città bolognese, notoriamente caratterizzati dall’alto traffico automobilistico. Il retro invece affaccia su una piccola area verde, confinante con un asilo di bambini. Arpae aveva a disposizione due stanze, collocate al piano terra dell’edificio e che affacciano appunto sul fronte e sul retro dello stesso. Durante le attività di misura i locali, nei quali non erano presenti sorgenti di inquinamento, sono stati mantenuti isolati dagli altri ambienti. La Figura 1 raffigura in maniera schematica le caratteristiche del sito di monitoraggio.

Figura 1

I parametri ambientali scelti per valutare la qualità dell’aria, sia indoor che outdoor, sono stati il PM2.5 (cioè le polveri con un diametro inferiore a 2,5 micrometri), le particelle ultrafini (cioè le particelle con un diametro inferiore a 100 nanometri) e il biossido di azoto (NO2).

La Figura 2 illustra i risultati ottenuti per il PM2.5 e le particelle ultrafini rispetto alla specifica collocazione degli strumenti (fronte o retro dell’edificio, indoor o outdoor). La prima campagna, condotta nel periodo estivo, ha mostrato valori mediamente inferiori rispetto alla seconda, effettuata nel periodo invernale. Le concentrazioni outdoor di PM2.5 sul fronte strada sono risultate maggiori di circa il 14% rispetto a quelle misurate sul retro dell’edificio. Inoltre, il valore del rapporto indoor/outdoor, calcolato come media sul fronte e sul retro per entrambe le campagne, è stato pari a 0,71.

Questo vuol dire che, relativamente al PM2.5, la qualità dell´aria indoor, nelle condizioni di monitoraggio adottate, è migliore di quella outdoor.

Figura 2: Concentrazioni medie di PM2,5 e Particelle ultrafini nei siti di monitoraggio per le due campagne di misura: estiva (1° campagna) e invernale (2° campagna)


Per quanto riguarda le particelleultrafini, le concentrazioni sono risultate superiori sul fronte strada,  rispetto al retro, sia nel confronto outdoor (3,5 volte maggiori) che in quello indoor (2,2 volte maggiori). Risultati analoghi sono stati ottenuti per il biossido di azoto. Si noti inoltre che, come per il PM2.5, i valori invernali delle particelle ultrafini sul fronte sono più elevati di quelli estivi, mentre invece il valore del retro outdoor è molto più basso di quello misurato al fronte.

In sintesi, la collocazione degli ambienti negli edifici pare avere un’influenza sulla qualità dell’aria indoor, in particolare per quelli situati in prossimità di strade trafficate.

Per informazioni di dettaglio su metodologia e risultati si veda l’articolo pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Pollution (“Is particulate air pollution at the front door a good proxy of residential exposure?” Environ Pollut. 2016;213:347-358)

 



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