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Monitoraggio ambientale dei corpi idrici sotterranei dell´Emilia-Romagna

Per verificare il raggiungimento degli obiettivi di stato buono al 2015, la direttiva europea 2000/60/CE prevede il monitoraggio dei corpi idrici per la definizione sia dello stato quantitativo sia di quello chimico, attraverso 2 apposite reti di monitoraggio:

  • Rete per la definizione dello stato QUANTITATIVO;
  • Rete per la definizione dello stato CHIMICO.

Il numero delle stazioni di monitoraggio quantititativo, chimico e in condivisione sono complessivamente 744.  
Rispetto alle province della regione le stazione di misura sono così distribuite: 

Piacenza: 89 stazioni
Parma: 103 stazioni
Reggio Emilia: 90 stazioni
Modena: 85 stazioni
Bologna: 133 stazioni
Ferrara: 65 stazioni
Ravenna: 74 stazioni
Forlì-Cesena: 65 stazioni
Rimini: 40 stazioni

Rispetto alla tipologia di misura per acquifero le stazioni di monitoraggio sono così distribuite:

Acquifero freatico di pianura: 52 stazioni
Conoidi alluvionali appenniniche-acquiferi confinati inferiori: 57 stazioni
Conoidi alluvionali appenniniche-acquiferi confinati superiori: 125 stazioni
Conoidi alluvionali appenniniche-acquiferio libero: 136 stazioni
Conoidi montane e spiagge appenniniche (sabbie gialle):18 stazioni
Corpo idrico montano: 74 stazioni
Depositi delle vallate appenniniche: 8 stazioni
Pianura alluvionale-acquiferi confinati inferiori: 67 stazioni
Pianura alluvionale appeninica-acquiferi confinati superiori: 82 stazioni
Pianura alluvionale appeninica e padana-acquiferi confinati superiori: 24 stazioni
Pianura alluvionale appeninica e padana costiera-acquiferi confinati: 35 stazioni
Pianura alluvionale padana-acquiferi confinati superiori: 66 stazioni

 

MONITORAGGIO QUANTITATIVO
Il monitoraggio per la definizione dello stato quantitativo viene effettuato per fornire una stima affidabile delle risorse idriche disponibili e valutarne la tendenza nel tempo, al fine di verificare se la variabilità della ricarica e il regime dei prelievi risultano sostenibili sul lungo periodo.
Nel caso di pozzi, la misura da effettuare in situ è il livello statico dell’acqua espresso in metri, dal quale, attraverso la quota assoluta sul livello del mare del piano campagna o del piano appositamente quotato, viene ricavata la quota piezometrica e la soggiacenza. Nel caso di sorgenti, la misura da effettuare in situ è la portata espressa in litri al secondo.
Il numero di stazioni per il monitoraggio quantitativo sono complessivamente 626, di cui 479 in condivisione con il monitoraggio chimico.

 

MONITORAGGIO CHIMICO
Il monitoraggio per la definizione dello stato chimico è articolato nei seguenti programmi:

  • monitoraggio di sorveglianza;
  • monitoraggio operativo.

Il monitoraggio di sorveglianza deve essere effettuato per tutti i corpi idrici sotterranei e in funzione della conoscenza pregressa dello stato chimico di ciascun corpo idrico, della vulnerabilità e della velocità di rinnovamento delle acque sotterranee, si distingue in:
· sorveglianza con frequenza iniziale – parametri di base e addizionali – deve essere effettuato nelle stazioni di monitoraggio dei corpi idrici dei quali le conoscenze sullo stato siano inadeguate e i dati chimici pregressi non disponibili e comunque solo per il periodo iniziale del monitoraggio di sorveglianza. Il profilo analitico comprende le sostanze di base e tutte quelle della tabella 3 dell’Allegato 3 al D.Lgs 30/2009;
· sorveglianza con frequenza a lungo termine – parametri di base – deve essere effettuato nell’arco dei 6 anni nelle stazioni di monitoraggio dei corpi idrici dei quali le conoscenze sullo stato siano buone. Il profilo analitico prevede le sole sostanze di base;
· sorveglianza con frequenza a lungo termine – parametri addizionali – deve essere effettuato nell’arco dei 6 anni nelle stazioni di monitoraggio dei corpi idrici dei quali le conoscenze sullo stato siano buone. Il profilo analitico prevede sostanze addizionali e la frequenza è più bassa del monitoraggio di sorveglianza a lungo termine – parametri di base.

Il monitoraggio operativo, oltre quello di sorveglianza, è previsto per i corpi idrici sotterranei a rischio di non raggiungere lo stato di buono al 2015, con una frequenza almeno annuale e comunque da effettuare tra due periodi di monitoraggio di sorveglianza.

Il numero delle stazioni di monitoraggio chimico è pari complessivamente a 597 di cui 479 sono in condivisione con il monitoraggio quantitativo.