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Normativa - Acqua

Normative riguardanti acque marine e balneazione

Sul Supplemento Ordinario n. 96 alla Gazzetta Ufficiale del 14 aprile 2006, n. 88, è stato pubblicato il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 «Norme in materia ambientale», che, eseguendo quasi completamente la delega che la legge 15 dicembre 2004 n. 3081 conferiva al Governo, ha coordinato, riordinato e integrato le disposizioni legislative di tutti i settori ambientali.

Il D.Lgs. n. 152/2006, è stato emanato sentita la Conferenza Stato-Regioni pur senza, tuttavia, la sua intesa. Esso consiste in un complesso testo normativo formato da 318 articoli e 45 allegati che sostituisce e abroga pressoché completamente le varie normative di settore e prevede la sostituzione di molti degli atti normativi secondari e degli atti amministrativi generali (norme tecniche, piani ecc.) che su di esse si fondano. In materia di tutela delle acque il D. Lgs. 152/99 risulta abrogato.

Il D.Lgs. 152/2006, nella Parte terza, detta le norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall´inquinamento e di gestione delle risorse idriche. Il titolo II, nella Parte III, tratta degli obiettivi di qualità ambientale i cui standard sono descritti nel relativo allegato I.

Il quadro normativo in materia di acque è quindi in forte evoluzione a livello nazionale: il Piano di tutela delle acque della Regione Emilia-Romagna è stato formulato sulla base del D. Lgs. 152/99, oggi superato dal D.Lgs. 152/06 che costituirebbe formalmente il recepimento della Direttiva Quadro in materia di acque Dir 2000/60/CE, ma che risulta a sua volta in revisione.

In attesa dell´emanazione degli allegati contenenti le nuove procedure tecniche, il D. Lgs. 152/99 rimane ancora l´unico riferimento per l´elaborazione e la classificazione della qualità delle acque in Italia.

Ciò nonostante, va considerato che l´intero sistema di monitoraggio e di valutazione dello stato ecologico delle acque è in corso di profonda trasformazione per l´adeguamento alle procedure europee: in particolare, ai fini della classificazione dello stato delle acque superficiali, la Direttiva attribuisce importanza prioritaria agli elementi di qualità biologica, da indagarsi ai diversi livelli della catena trofica (dalla microflora acquatica alla fauna ittica). Il Ministero dell´Ambiente, in collaborazione con Autorità di bacino, Regioni e con il sistema delle Agenzie ambientali, sta curando l´implementazione degli aspetti tecnici legati al recepimento della direttiva, sulla base dei quali saranno da impostare i nuovi programmi di monitoraggio delle acque.